domenica 17 gennaio 2010

eli, eli_sterminio del senso

è una signora vestita bene, con i capelli ordinatamente acconciati. sale sul tram numero due, alle sette di sera di venerdì scorso, all’ultima fermata di via manzoni. comincia immediatamente a inveire con voce limpida e vigorosa, alta di tono. mentre parla misura il tram da un capo all’altro e si avvicina pericolosamente all’uno o all’altro dei passeggeri, che in maggioranza evitano di guardarla. ecco cosa dice.


“lo so … questo è uno spettacolo per la gente… di quello che mi ha messo in questa situazione… e di tutti i figli di puttana… menzogneri, ipocriti… siete assassini come quelli di manfredonia contro padre pio… assassini! assassini… guarda… uno che sta ben comodo sul suo sedile e passa addirittura inosservato… addirittura quasi inosservato, passa, e poi… quello che mi sento di fottere è che si scandalizzano pure di quello che dico. però, si alzano la mattina, hanno una vita e di quello che hanno sterminato non gliene può fregare di meno. non c’è nessuno, non c’è nessuno. assassini, iniqui, menzogneri, quante volte mi sono fatta remora di non parlare, quante volte… ma loro non si sono mai fatti scrupoli… dove vado? che cosa faccio io della mia vita? io dovevo arrivare a quarant’anni… e non c’è nessuno… toglimi la vita, dio, toglimela… sono in un casino che è senza fine… [rivolta a un'imperturbabile signora filippina] ma chi sei tu, chi ti credi di essere? avrebbero dovuto mandarvi tutti a casa, a casa! non si può, dio, non si può… [scende gli scalini del tram in preda a un pianto convulso. la fermata è montesanto galilei].


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